mercoledì 26 giugno 2013

I provvedimenti per Il lavoro e la disoccupazione

“Assumeremo 200 mila giovani” 
Secondo il premier, «nel giro di 18 mesi, potrebbero essere interessati 200mila giovani, con intensità maggiore nel centro sud. Puntiamo a dare un colpo duro alla grandissima piaga della disoccupazione giovanile che è la bandiera di una battaglia che vogliamo combattere con forza e determinazione»

Wow, che colpo alla disoccupazione!!!!!! 

 -5.000.000 di disoccupati
- quasi 3.000.000 di precari;
- 100.000 aziende fallite in un anno;
- 8 suicidi al mese per motivi economici;
- 1 famiglia su 10 al di sotto della soglia della povertà

con queste cifre, il provvedimento appare in tutta la sua incredibile inutilità....


Il provvedimento per il Lavoro, finirà - come per gli altri casi adottati al riguardo - per essere, oltre che limitato, settario e discriminante, di utilità solo alle imprese che beneficeranno delle agevolazioni; peraltro se le predette agevolazioni avranno durata limitata, al termine delle stesse, i "fortunati assunti" faranno la fine di tanti altri licenziati....

Ed ecco finalmente che qualcuno parla anche degli altri problemi del Lavoro:

Sulle misure in cantiere, sottolinea ancora Damiano, non se ne vede «neanche una dedicata a quella fascia di giovani tra i 30 e i 35 anni che molto spesso oltre a non avere un lavoro, hanno anche il carico di una famiglia da mantenere. Ma un'azione efficace sul tema occupazionale non può davvero dimenticare che un altro anello debole del marcato del lavoro è rappresentato dagli ultracinquantenni licenziati a causa degli attuali e pesanti processi di ristrutturazione».



venerdì 7 giugno 2013

I disastri della Legge Fornero


La sciagurata Legge Fornero ha provocato disastri non solo in campo sociale (aumento vertiginoso di disoccupazione e povertà) ma anche in campo economico generale.

A parte il fatto che povertà e disoccupazione hanno determinato la riduzione o l'azzeramento del potere di acquisto di una gran massa di persone, contraendo i consumi e devastando il mercato interno, la diabolica riforma, consentendo facili licenziamenti, ha gentilmente donato ai datori di lavoro un agevole e indolore 
(almeno per loro) strumento di mantenimento dei propri profitti distraendoli da quelli che avrebbero dovuto essere i reali interventi da effettuare:

- contrazione di sprechi;
- ottimizzazione di risorse (incluso il lavoro sempre bistrattato e sottovalutato );
- maggiori investimenti ed innovazione;
- interventi di carattere gestionale;
- minori prelievi personali di ricchezza aziendale, volti a mantenere o addirittura aumentare il proprio tenore

  di vita;
- minore incidenza dei costi personali scaricati senza limiti nè pudori nei bilanci aziendali.

martedì 4 giugno 2013

Progetti di riforma, chiacchiere, parole vane....

Ed ecco che anche Alfano dà la sua pseudo-ricetta: 

“Noi dobbiamo dare lavoro ai giovani e abbiamo una ricetta che può immediatamente offrire la possibilità che questo lavoro si crei, e cioè zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati – ha dichiarato il vicepremier -. Chi assumerà questi ragazzi, insomma, non dovrà pagare quelle tasse che fin qui hanno rappresentato un disincentivo all'assunzione”.

Ma ancora una volta non si capisce che azzerando le tasse a chi assume giovani e disoccupati dove si troverebbero i soldi per il Welfare, per i pensionati, gli esodati e i vari ammortizzatori sociali?

 Le aziende, totalmente defiscalizzate, avrebbero tutto l'interesse a licenziare gli ultraquarantenni, (cosa già peraltro esistente ed operante a causa della "pregevole" riforma Fornero) specialmente se i benefici della defiscalizzazione venissero estesi a un lungo periodo.

 Lo squilibrio dal punto di vista fiscale sarebbe tale da creare una vera e proprio concorrenza sleale fra generazioni. Si rischierebbe di risolvere un problema e ritrovarsene altri tre. Anche perché l’Italia è un paese che sta invecchiando e quando si mette in manutenzione il mercato del lavoro bisogna fare altrettanto con il sistema pensionistico.