Ed ecco che anche Alfano dà la sua pseudo-ricetta:
“Noi dobbiamo dare lavoro ai giovani e abbiamo una ricetta che può immediatamente offrire la possibilità che questo lavoro si crei, e cioè zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati – ha dichiarato il vicepremier -. Chi assumerà questi ragazzi, insomma, non dovrà pagare quelle tasse che fin qui hanno rappresentato un disincentivo all'assunzione”.
Ma ancora una volta non si capisce che azzerando le tasse a chi assume giovani e disoccupati dove si troverebbero i soldi per il Welfare, per i pensionati, gli esodati e i vari ammortizzatori sociali?
Le aziende, totalmente defiscalizzate, avrebbero tutto l'interesse a licenziare gli ultraquarantenni, (cosa già peraltro esistente ed operante a causa della "pregevole" riforma Fornero) specialmente se i benefici della defiscalizzazione venissero estesi a un lungo periodo.
Lo squilibrio dal punto di vista fiscale sarebbe tale da creare una vera e proprio concorrenza sleale fra generazioni. Si rischierebbe di risolvere un problema e ritrovarsene altri tre. Anche perché l’Italia è un paese che sta invecchiando e quando si mette in manutenzione il mercato del lavoro bisogna fare altrettanto con il sistema pensionistico.
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