martedì 14 maggio 2013

Quel buco nero nelle casse dello Stato

Pensioni assicurate fino e non oltre il 2015.
 
Questo, a causa della fusione Inpdap-Inps, ovvero l'ente previdenziale dei dipendenti pubblici con la previdenza privata.
Una fusione voluta dalla manovra Salva-Italia del 2011 che non ha cancellato il buco di 23 miliardi di euro, equivalente al debito che lo Stato ha nei confronti dei contributi previdenziali per i suoi dipendenti.
 
Buco che ora grava nelle casse del SuperInps, con il rischio di non riuscir più a pagare le pensioni per i prossimi anni se non verranno fati interventi a carattere urgente per risanare i conti. A tutto ciò si aggiunge anche la perdita patrimoniale dell'Inps dello scorso anno di 10 miliardi, che ha fatto scendere le riserve dell'Inps da 41 miliardi nel 2011 a 15 miliardi nel 2012, quasi il 64% in meno in due anni.

Una situazione allarmante, che deriva da una serie di fattori.
 
Innanzitutto, la crisi economica del Paese e il calo dell'occupazione, e quindi della contribuzione.
 
Ma anche, secondo l'Unione sindacale di base, per l'inadempimento di molte amministrazioni pubbliche che negli ultimi anni non hanno pagato i contributi previdenziali per il loro dipendenti.
 
A rincarare la dose sul problema delle pensioni, c'è poi la questione degli esodati, ovvero di quei lavoratori che in seguito alla riforma Fornero sono rimasti sospesi nel limbo, non avendo più nè il lavoro nè la pensione.
 
Tutto ciò, mentre si organizzano manifestazioni anti giustizia, con perfino la partecipazione di un certo Alfano.....mentre i costi della politica continuano ad essere gli stessi, mentre compensi e pensioni di chi dovrebbe governarci, restano su livelli vergognosamente alti.....

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